Nata dal moto più profondo del mare, la Spuma impetuosa e frizzante si distende sulle onde ed alla ritrovata pace cede il passo, per estinguersi, pronta a rinascere immediatamente dopo eternamente rinnovata.
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Sentire
Scrollo dal pelo
l'acqua residua dei giorni andati.
Solo essenza rimane.
Tutto in me è percepire.
Sento il mondo ai margini
Sento la notte che avanza
Sento il silenzio imperioso
Sento le vite intorno
Sento una presenza amata anche se non appare
Sento l'aria che invade le membra
Sento voci amiche giungere da lontano
Sento il cuore leggero di chi guarda avanti.
Essere
Verdi oceani d'erba mossi dal vento dell'amore
punteggiati di ardenti fiori
sono in me.
Cieli ora azzurri ora grigi
nell'eterno avvicendarsi delle stagioni e dei giorni
sono in me.
Acque che scorrono placide e poi impetuose
carezzando l'anima e levigandola
sono in me.
Canti di uccelli primaverili e stridii di gabbiani
volteggianti nell'altezza rarefatta
sono in me.
Ruggiti di trigri e leoni, barriti d'elefante, squittii di topi
linguaggi incompresi di mille esseri viventi
sono in me.
In ascolto mi ergo su un picco
svuotata dalle pochezze dell'essere nel mondo
e sento natura dentro
e natura sono io.
Affanni
Alla ricerca di anestetiche faccende
passo affannosamente il giorno
nello sforzo dolorifero
di resistere a me stessa.
Il pensiero recondito di te
torna sempre ad affacciarsi
alla porta del muscolo amante
che si rifiuta di consegnarlo
al tempo del ricordo.
Vedo i colori della vita
e li registro dentro
ma non ne gioisco
non è ancora tempo.
Nel cammino
Alzo le palpebre
come tende di velluto
a riguardar la luce necessaria.
La verità svelata ferisce l'iride
ma purifica il cuore e lo solleva
ad un puro affetto duraturo.
Da qui seguo il tuo cammino
sperando in poche buche e facili discese.
Voltati a guardare quando vuoi
e scambia con me un sorriso.
Paure notturne
Facendosi spugna il silenzio
assorbe ciò che è nell'aria intorno.
Parole, pensieri.
Sguardi, gesti.
Galleggiamo in superficie
come su un mare oleoso
ma il fondo ribolle.
Ed ecco che d'improvviso
il magma represso e stipato
erompe gridando alle orecchie
quel che non si vuole sentire.
Gridando alla mente
quel che non si vuole capire.
Gridando al cuore
quel che atrocemente spaventa.
Ma tu fammi un cenno
un piccolo semplice cenno da cogliere
che argini il fiume melmoso di paura
e ancora navigherò verso di te.
La fine
Punture di spillo
le tue parole si conficcano nell'anima
stratificandosi nel magazzino dei ricordi
accompagnate dalla tua voce urlante.
Nessuna paura
Nessun vero dolore
Nessuno sgomento
Solo il desiderio di perderti.
Vapori
Scosto le tende
a guardare fuori
teneri segnali di presenza
rassicurazioni che il tempo scorre ancora
e niente si è fermato.
Una dolcezza eterea evapora dentro.
Ancora per un po'
accompagnami.
Semplicità
Un fiore odoroso
Uccelli bianchi e neri nel cielo
Un sole pallido dopo la pioggia
Una canzone dall'infanzia
Un sorriso di bambina riccioluta
Un canto con una donna come me
Un saluto a chi non è più qui
Una chiamata da chi amo
Un libro vergine da sfogliare
Un miagolio di soddisfazione.
La gioia è nelle piccole cose.
Piccola bambina
Piccola bambina
ripiegata su te stessa
avvolta nel gelido utero notturno
l'abbraccio che ti dai non scalda niente
a nulla serve strizzare gli occhi
per non vedere i mostri della notte.
Il tuo amore reso al mittente.
Il dolore che colore ha?
Quale musica suona?
Quante lacrime pretende?
Urla dal silenzio
Come una piena
ciò che è nascosto
ciò che è rimosso
dilaga improvvisamente.
L'urlo straziante del cuore
che vorrebbe di più.
L'urlo straziante del cuore
che sa di essere solo ad amare.
Eppure sarebbe bastato un sorriso.

